Nobis “firma” la Coppa Bettega

La prima Coppa Bettega è andata a Giuseppe Nobis su A112 che ha dominato una gara che vedeva al via diversi top driver: una manifestazione che ha visto l’annullamento di diverse prove e che, viste le difficoltà di guida, ha costretto gli equipaggi a medie di passaggio piuttosto elevate tant’è che il vincitore ha chiuso a 7,19. Al secondo posto si è classificato Cavagna su Lancia Fulvia con un 8,86 finale. Terzo posto per il primo dei top driver, Massimo Zanasi che ha finito la sua fatica nella neve a 9,81. Fuori dal podio Walter Iacovelli davanti a Giordano Mozzi ed Enzo Scapin.

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26 thoughts on “Nobis “firma” la Coppa Bettega

  1. Ho letto in giro recriminazioni su questo o quel concorrente, sull’annullamento prove, aggiustamento tempi ecc ecc. Io parto dal presupposto che quello che decide la direzione gara deve essere sempre accettato, non solamente quando fa comodo, come per esempio con la bustina di lievito inserito ad una vettura l’anno scorso 36 ore prima del via della Mille Miglia….coefficiente pane angeli direi….la verità è che c’è qualche concorrente che senza vantaggi di coefficienti non è competitivo e piuttosto che ammettere la bravura altrui recrimina sempre sulla sfortuna oppure non consegna la tabella di marcia scomparendo dalla classifica come nemmeno il mago Silvan farebbe con il famoso coniglietto…

  2. Mi viene da ridere….al Nuvolari colpa del guasto meccanico quando era terzo (forse terzo tra quelli fuori dai primi tre), al Montecarlo colpa del numero 113 e dell’uscita di strada (che non è stata estratta a sorte), ieri colpa della direzione gara….per la prossima Mille Miglia ha già scritto che la colpa è di chi ha tolto il bonus….

  3. Comunque per come hanno girato deve essere stata una gara almeno complicata…..poi mi chiedo anche dove stia la precisione di passaggio in condizioni in cui non sai dove e come viene rilevato….cmq in queste condizioni, uguali per tutti, onore a Nobis….succede di rado che un Driver A gratti sonoramente dei top driver

  4. come al solito a parlare sono quelli che le auto le lasciano al riparo nei garages perchè fuori piove, fa freddo e c’è la neve, anzichè mettersi sportivamente in gioco come fa il Sig. Mozzi.
    In questo molti Top hanno molto, moltissimo da imparare.

  5. Sarebbe bello poter chiudere queste miserie sotto una lapide di silenzio ed indifferenza, è che purtroppo fra tweet, blog e quant’altro è una incontinenza comunicativa per la quale manco l’imodium può fare alcunché! Capisco che una serie infinita di pollici alzati, sorrisi stampati e dichiarazioni al limite dell’allucinato, possano servire a compensare l’ego, ma adesso che di vittorie non se ne vedono molte, siamo passati alla commiserazione ed alla telecronaca di ogni singolo istante di ogni singola giornata di gara; è vero che c’è da usare più la compassione che la condanna, ma quando si sconfina nel patetico… per pietà umana verso il prossimo, non potrebbe appassionarsi al golf?

  6. Povero Mozzi, ce l’hanno sempre tutti con lui, che è uno abbastanza bravo, eccellente nella gestione delle pibbliche relazioni, grazie alle quali ha vinto la 1000 Miglia 2014.
    Di sicuro ci sono driver più bravi di lui, ma sono un po’ musoni.
    Al golf si sono dati anche altri top driver.
    Chissà come andrà il città della pace, molti top, percorso duro, prove tirate…
    Fortin non appare tra gli iscritti, la sua eredità è in palio tra le decine di A112….

  7. ….un quinto al Bettega, vale 10 primi nelle cricetate sui piazzali o nelle zone industriali….e farsi togliere un 300 per incrocio cane e’ decisamente poco sportivo….Carlo Fedeli

  8. Giusto Fedeli. Però il dato reale è che non sappiamo cosa avrebbero fatti i criceti tra gli scoiattoli del Bettega. Un altro dato certo è che quando gli scoiattoli incontrano i criceti su strade e piazzali i criceti hanno un’attitudine migliore. Non sappiamo, è vero, come vadano i criceti sulla neve: e non sapendolo, è intellettualmente poco onesto considerarli inferiori agli scoiattoli

  9. I criceti hanno da tempo scordato cosa significa “guidare”, adattarsi alla situazione come fondo precario più o meno innevato; sono bravissimi con fondo asciutto, tubo ben in vista e facile da riggiungere con tutta calma, preferibilmente non contro sole. Questa è la Classica !

  10. la differenza fondamentale tra lo scoiattolo e il criceto è che al primo piace guidare, magari pure in situazioni complesse e difficili, il risultato passa i secondo piano rispetto alla soddisfazione di sapere di aver dato il massimo in gara. Per il criceto la coppa e la media sono essenziali, in più allo scoiattolo non piace fare reclami,”sont les faits de la course” , per il criceto il reclamo fa parte della strategia di gara….certo se le DG incominciassero a bocciare certe richieste assurde ed al limite del ridicolo. Io cito sempre Nino Margiotta un vero sportivo che non si appella ai cavi(a)lli per guadagnare qualche posto, fossero tutti come lui…Carlo Fedeli

  11. E’ vero, non sappiamo come vadano quelli che voi chiamate criceti, sulla neve o in condizioni difficili. E’ anche vero che quando i cosiddetti scoiattoli incontrano i criceti su strade e piazzali i criceti hanno un’attitudine migliore. Credo che ognuno debba fare le gare che preferisce, ma resta il fatto che mentre molti scoiattoli in alcune occasioni si adattano a fare i criceti, succede raramente il contrario. I veri campioni però, come Canè alla Favera 2011, emergono sempre. Gli stessi Clerici e Boschieri vincitori della Favera 2012 e13 o Aiolfi nel 2014 sono spesso in grado di suonarle a tanti criceti. Il bello è mettersi in gioco per divertirsi.

  12. Io non vedo quale sia il problema tra chi preferisce le gare “epiche ” su strada magari innevata e chi invece vuole fare quelle normali, anche con qualche piazzale come nella prox Coppa della Pace. Per chi si vuole sfogare ed andare a tutta manetta ricordo che c’e’ anche la regolarita’ sport. Io personalmente preferisco le gare tranquille, con pochi rischi di fare un incidente o spaccare la macchina ( che costa a ripararla !!) . Il mondo e’ bello perché e’ vario….non c’e’ bisogno di denigrare una persona definendola criceto perché non vuole fare un certo tipo di gare.

  13. ..concordo con Marco e Mauro, ognuno faccia quello che gli aggrada, poi ci sono i Campioni come Canè,Aiolfi, Boschieri che vincono sia tra gli scoiattoli che tra i criceti…il discorso qui è nato per motivi diversi, che nulla centra con le preferenze e scelte personali…solo ripicche, invidie e critiche…se la finissimo?? Carlo Fedeli

  14. mi risulta che : 60 iscritti (tra i quali ottimi criceti e scoiattoli) , strade con molta neve ,gara tirata e x stare nei tempi di pc e co bisognava avere buona guida rallistica …..solo un equipaggio è stato capace di restare sempre nei tempi e anche nelle pc e co poi annullate per ritardi di tutti gli altri equipaggi.
    l’equipaggio è mozzi-biacca….
    blablablablabla ….

  15. I veri campioni non stanno qui a dire baggianate.
    Chi sono?
    Cane
    Aghem
    Fontana
    Vesco
    Fontanella
    I campobellesi
    Fortin
    Salviato
    Gamberini con riserva
    Piaccia o non piaccia

  16. Raga . Comunque basta guardare i tabellini dei tempi di gara e l’unico che si è fatto dare due medie e’ il campionissimo . Nessuno dei primi quattro ha medie , solo tempi reali . Meditate raga .. Meditate ..

  17. Io non vedo quale sia il problema tra chi preferisce le gare “epiche ” su strada magari innevata e chi invece vuole fare quelle normali, anche con qualche piazzale come nella prox Coppa della Pace.

    Io invece lo vedo eccome; i ritmi della odierna “classica”, magari anche con piazzali, non hanno niente a che vedere con manifestazioni che si svolgono con automobili. Basterebbero delle semplici biciclette per stare nei tempi !

  18. si vede che di regolarità non hai molta esperienza…le gare che si facevano ai suoi tempi a Ferrara, per quanto tristi come panorama, da un punto di vista regolaristico erano delle palestre ineguagliabili; un po’ come le gare che si fanno a Campobello; potranno piacere o meno, ma come tecnica sono assolutamente valide

  19. mario c è poco da meditare quando persone anonime scrivono solo per gettare ‘fango’ su altri,
    tabellini di mozzi visti : tempo di ingresso pc non rilevato come a volte accade ai primi che passano … semplicemente.

  20. Io di esperienza di gare ancora ne ho poca perche’ ho iniziato nel 2009.Ho sempre preferito le manifestazioni tranquille, principalmente per il fatto di non rischiare di fare qualche incidente, per questo preferisco le prove in aree riservate ed interdette al traffico. Riguardo a quanto detto da Oldtimer sulle gare a Campobello , essendoci stato, posso dire che ho imparato piu’ tecnica li che in decine di manifestazioni a cui ho partecipato.

  21. “tecnica”….
    Prove molto “tecniche”…
    Ho affinato la mia “tecnica”….
    Sento spesso queste parole pronunciate dai regolaristi…..Ma di che si parla?
    Trattandosi di sport automobilistico, questa espressione dovrebbe riferirsi al controllo e alla guida del veicolo.
    Riducendo il gioco al mero calpestio di tubi in un bel piazzale, o in una bellissima e “tecnica” zona industriale, non vedo la completa applicabilità del termine.
    Certo, essere precisi spaccando un centesimo in quattro richiede “abilità”, è indiscutibile, molta abilità. Richiede anche una certa “tecnica”, in effetti, ma non di guida: approccio, riferimenti, replicabilità delle condizioni di passaggio, eccetera.
    Si, bisogna essere bravi a replicare passaggi precisi, molto bravi, ma è una bravura che esula dalla guida della vettura, perchè condotta in condizioni sempre uguali, in soli 25 metri, a 20 all’ora, in prima. Si potrebbe essere sopra una vespa, una bici, un risciò, un Ape, qualsiasi cosa “semovente”.
    Questo gioco, così come normalmente inteso nella regolarità italiana, potrebbe essere classificato come “attività ludica con automobili”, e può essere giustamente praticato in pochi metri, indipendentemente dal mezzo e dalle “condizioni a contorno”.
    Personalmente a me piace lo sport dell’automobile, se si tratta di regolarità preferisco che oltre a questo abbia un peso determinante anche altro. Il rilevamento bisognerebbe “meritarselo”, anche il solo arrivarci in tempo per farlo dovrebbe essere una conquista, come anche i CO.
    E’ ovviamente una mia opinione personalissima, di modesto praticante: è ovvio e palese che ognuno abbia le sue preferenze.
    La CAB credo esprima più di ogni altra gara classica ciò che intendo dire.
    Vi allego questo link:

    E’ il cameracar di Aiolfi in una prova del Montecarlo. Gustatevelo.
    Questa secondo me è tecnica. Trovarsi in ritardo e dover recuperare, dover guidare al limite continuanado a pensare comunque di essere precisi, e dovendo risolvere, improvvisando, situazioni avverse, contrarie, provenienti dall’esterno (e non solo dovute al fondo stradale). La CAB porta a condizioni molto simili, anche se non è una gara a media.
    Bravo Maurizio, eccellente ovunque, sia nei tranquilli piazzali sia nelle condizioni più estreme, e bravi a tutti coloro che, come lui, si mettono in gioco anche in questo modo.

  22. Buona guida,ottimi strumenti, ho sentito di “correzioni” un po’ come con gli strumenti centesimali, in sostanza l’apparecchiatura adeguata è indispensabile e va studiata approfonditamente. In queste condizioni la gara di media è avvincente, inserirla come avviene in alcuni grandi eventi sul strade “normali” non ha senso, in quanto la specialità richiede condizioni “estreme” oppure quanto meno un andamento stradale non uniforme.

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