Qualche sera fa, parlando con una mia amica circa la terra del Lugana, sono a venuto a sapere una cosa che, se da un lato non sono riuscito a verificare nella sua autenticità, in linea di massima credo possa anche essere ritenuta vera.

Durante il periodo fascista, Benito Mussolini fece bonificare tutta la zona attorno al santuario del Frassino, da lì fino ai Massoni e alla Lugana: quella immensa palude, riempita e bonificata, divenne un terreno argilloso ma ottimo per l’agricoltura. Quelle terre, che oggi danno origine al vino Lugana in tutte le sue declinazioni (qualcuno ormai ha fatto anche il Lugana Brut) furono bonificate per poter essere coltivate dagli agricoltori dell’alta pianura padana: in seguito qualcuno piantò del vitigno Trebbiano che, proprio grazie al terreno argilloso, riusciva a produrre un vino bianco diverso da tutti gli altri. Venne chiamato Lugana, come quella terra compresa tra Sirmione e Peschiera. Se Mussolini non avesse proceduto a far bonificare quelle paludi, forse oggi non avremmo il Lugana, uno de prodotti più tipici e unanimente riconosciuti del basso Garda, prodotto con almeno il 90 percento di uva Trebbiano.